foto: Esercito Italiano
Volpe Bianca 2025 ha testato la sicurezza delle comunicazioni e le capacità di guerra elettronica in condizioni estreme, con il Nono Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo” impegnato a proteggere le reti tattiche tra temperature polari e scenari operativi sempre più strategici.
Tra il 10 e il 15 marzo, in Val Pusteria (BZ) si è svolta l’esercitazione Volpe Bianca 2025; ultima in ordine di tempo tra le molte che si sono svolte negli ultimi mesi in tutta Europa (basti citare Dynamic Front 25 in novembre e Arctic Forge in febbraio tra Norvegia, Finlandia e mar Baltico).
Elemento centrale di Volpe Bianca 2025 è stato individuato nell’implementazione in contesto ambientale estremo, fino a meno quaranta gradi, di quelle Cyber Electromagnetic Activities Capabilities che sono divenute ormai da tempo una componente di primaria importanza per la conduzione di attività militari complesse. Questo è stato dimostrato, con brutale evidenza, dal conflitto in Ucraina, dove entrambi i fronti fanno continuo e ampio ricorso a interferenze e compromissione delle comunicazioni del nemico e, per riflesso, difesa delle proprie.
Per questo motivo, tra le unità d’élite dispiegate in Val Pusteria, oltre al Quarto Reggimento Alpini Paracadutisti e al Quarto Reggimento “Altair” dell’Aviazione dell’Esercito, era presente anche il Nono Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”. Questa unità specializzata in ambito CEMA (Cyber Electro Magnetic Activity) è in grado di garantire la sicurezza delle reti tattiche di scenario operativo, per assicurare un rapido e ininterrotto flusso di dati senza il quale – come dimostrato in Ucraina soprattutto con l’utilizzo e l’interdizione dell’utilizzo dei droni di sorveglianza – la capacità operativa sul terreno può risultare gravemente compromessa.
Tra le altre unità impegnate, il Quarto Alpini Paracadutisti (Ranger) dipende dal Comando delle Forze Speciali dell’Esercito e è specializzata come fanteria leggera nelle operazioni montane per conquistare e mantenere, più a lungo di quanto potrebbe fare un più ridotto nucleo operativo, determinati obiettivi strategici come possono essere appunto vette o passi montani.
A segnalare la componente internazionale dell’esercitazione, la presenza di reparti anche da Polonia e Romania, due Paesi che per storia e posizione geografica hanno un particolare interesse alla preparazione del proprio apparato militare nella prospettiva di doversi nel prossimo futuro impegnare a difesa del proprio territorio nazionale senza, peraltro, che un intervento statunitense in loro aiuto sia più garantito al cento percento come in passato.
Queste esercitazioni a carattere particolarmente tecnico, mirate a valutare e perfezionare specifici aspetti operativi in ambiente estremo, non vedono solitamente impiegati grandi numeri di personale. Volpe Bianca ha coinvolto meno di 2.000 militari nel complesso, Dynamic Front circa 6.000 (un terzo dei quali statunitensi, che invece a Bolzano non sono stati coinvolti). Esercitazioni molto più ampie, come la Steadfast Dart 2025 in Romania, Bulgaria e Grecia, coinvolgono anche decine di migliaia di militari e sono mirate a valutare rapidità e tenuta logistica di schieramenti più articolati.
Tornando a Volpe Bianca 2025, è stata espressa soddisfazione circa l’esito complessivo dell’operazione, sull’efficacia del coordinamento e comunicazione tra le varie componenti e sull’azione diretta contro le componenti incaricate di rappresentare la Opposition Force.
Le capacità delle Forze Armate italiane in ambiente artico e sub-artico non sono ormai più appannaggio di unità specializzate come appunto le Truppe Alpine dell’Esercito. Da tempo la Brigata San Marco della Marina partecipa alle attività esercitative in Norvegia in contesti multidominio e multinazionali. L’Esercito, d’altra parte, ha avviato un programma di formazione in tal senso che nelle parole del Capo di Stato Maggiore Carmine Masiello “non può prescindere da un approccio sistemico e integrato tra le componenti del sistema Paese e da una evoluzione continua, non fermandosi mai”.
La realizzazione di Volpe Bianca 2025, integrata in un più ampio scenario di incontri sul tema artico svoltisi a margine, conferma questa visione e l’importanza sempre maggiore che il Polo sta assumendo anche nei confronti della sicurezza euroatlantica.
Lorenzo Lena
Geopolitica, sicurezza e relazioni transatlantiche: discutiamo il ruolo del Canada in un mondo che cambia…
Tecnologia all’avanguardia e ricerca si incontrano nell’Artico per comprendere meglio i cambiamenti climatici globali. Studiare…
Dall’intelligence alla cooperazione: Emanuela Somalvico racconta come l’Italia può contribuire alla stabilità dell’Artico. Artico, materia…
Recenti mappature del Servizio Geologico nazionale evidenziano il tesoro di terre rare svedesi. Un tesoro…
La rubrica settimanale da Bruxelles che raccoglie gli appuntamenti da segnare in agenda e offre…
La rubrica settimanale da Bruxelles che racconta le tre notizie principali degli ultimi giorni dal…