Groenlandia

Profondità nascoste: scoperta una nuova specie di corallo nel Mar di Groenlandia

Una spedizione scientifica nello Stretto di Fram svela il miracolo della vita sotto le acque gelide del Mar di Groenlandia.

Com’è profondo il mare (artico)

Immagina di gettare uno sguardo sotto le gelide acque dell’Artico, dove ciò che ci aspetteremmo di trovare sono pochi organismi sparuti e fondali dai colori spenti. Tuttavia, quello che gli scienziati hanno scoperto nelle profondità marine fra le Isole Svalbard e la Groenlandia è qualcosa di completamente inaspettato: una nuova specie di corallo, sviluppatasi in totale simbiosi con i crinoidi, meglio noti come gigli di mare.

Questa scoperta è stata effettuata in una zona ricca di sorgenti idrotermali che potrebbero aver favorito lo sviluppo di un habitat sorprendentemente ricco di forme di vita.

Da quando siamo in Artico, abbiamo visto pochi coralli ma nell’immersione di oggi abbiamo osservato molti crinoidi e questo tipo di corallo vivere sul gambo di questi crinoidi. È quasi certamente una nuova specie, spiega emozionato il Professor Alex Rogers, capo ricercatore di Ocean Census.

Ocean Census è la più grande iniziativa scientifica mai intrapresa, dedita alla scoperta di nuove forme di vita oceaniche. Questo progetto riunisce un team di scienziati tassonomi sotto l’egida dell’Ocean Decade delle Nazioni Unite, con l’obiettivo ambizioso di scoprire 100.000 nuove specie nei prossimi 10 anni. Tale traguardo è reso possibile dai recenti progressi tecnologici nell’imaging ad alta risoluzione, nel sequenziamento del DNA e nel machine learning.

I ricercatori della Nippon Foundation-Nekton Ocean Census sono partiti lo scorso 3 maggio da Tromsø a bordo della RV Kronprins Haakon alla volta dello Stretto di Fram, con lo scopo di scrutare minuziosamente all’interno delle pieghe abissali più impervie, tra cui il Molløy Hole – il punto più profondo del Mar Artico a 5550 metri.

Foto: Ocean Census

Questa scoperta dimostra la coevoluzione nelle profondità marine, ma anche quanto sia efficace l’uso della strumentazione pilotata a distanza. Otteniamo i campioni in condizioni così buone che questo tipo di relazioni sono a tutti gli effetti preservate” afferma Rogers.

L’imbarcazione è infatti dotata di un veicolo pilotato da remoto, il ROV Aurora, capace di immergersi fino a 6000 metri di profondità e di rivelare l’ignoto degli abissi oceanici in modi mai immaginati prima. 

La vita, un delicato equilibrio

Quando decodifichiamo il DNA marino, entriamo in una sorta di libro segreto della vita sulla Terra, che ci permette di meglio comprendere come funzionano gli organismi e come interagiscono con l’ambiente che li circonda. Questo fornisce preziose informazioni sulla regolazione del clima e le strategie di adattamento delle varie specie, ma può anche essere cruciale nel contrastare i danni derivanti dalle attività umane.

Gli scienziati concordano sul fatto che l’estrazione mineraria in acque profonde rappresenti una seria minaccia per l’integrità degli habitat sottomarini.

Trovare nuove specie e monitorare il loro stato di salute ci permette di comprendere l’importanza di preservare questi ecosistemi ancora poco conosciuti.

La ricerca di metalli come il litio e il cobalto, utilizzati per le batterie dei veicoli elettrici, richiede spesso il dragaggio del fondale oceanico che arreca danni irreversibili alle forme di vita presenti. Pertanto, è cruciale equilibrare la necessità di risorse con le esigenze di conservazione, utilizzando la scienza per guidare decisioni più consapevoli e sostenibili. 

“Ogni specie che si trova ha la sua particolare funzione nell’Oceano, quando si perdono queste specie, si perdono anche queste funzioni.”- spiega Rogers– “Cerchiamo di acquisire più informazioni per meglio gestire l’Oceano: così facendo, ci stiamo in realtà occupando del nostro futuro.

Barbara Fioravanzo

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Barbara Fioravanzo

Laureata in Relazioni Internazionali e Studi Artici, mi interesso a progetti di sostenibilità nelle regioni polari in campo turistico ed ambientale.

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