Trasporto

Alfa Laval, la sfida del mare per un’industria verde

Intervista a Stefano Barla, Division Manager Marine Capital Sales Italy e Site Manager dell’ufficio di Genova dell’azienda svedese, al fianco di Osservatorio Artico anche per “Italia chiama Artico” 2025.

Le sfide del mondo del mare

Il settore dello shipping, ovvero il trasporto marittimo, è uno dei più monitorati nell’ambito della decarbonizzazione. L’IMO (International Maritime Organisation), organismo marittimo delle Nazioni Unite, ha adottato numerose normative mirate a rendere questo comparto più sostenibile. Tuttavia, raggiungere l’obiettivo delle zero emissioni è una sfida complessa, poiché non esiste una soluzione unica.

Tra le opzioni in campo figurano nuovi combustibili, pratiche più efficienti per ridurre i consumi, innovazioni tecnologiche e formazione del personale. Sebbene siano stati fatti progressi significativi – con un portafoglio ordini sempre più orientato verso navi ecologiche – il percorso da compiere è ancora lungo”, analizza Stefano Barla, Division Manager Marine Capital Sales Italy e Site Manager dell’ufficio di Genova dell’azienda svedese, fondata nel 1883 e presente in Italia dal 1911 e a Genova dal 1985.

Al fianco di Osservatorio Artico per la spedizione High North23 e High North24, Alfa Laval è stata anche protagonista di “Italia chiama Artico” 2025, partecipando e supportando il nostro festival di Bologna, e portando in quella sede tutte le capacità di un’azienda global dalla forte impronta verde. “La Scandinavia ha tracciato una chiara strategia verso la sostenibilità, con obiettivi ambiziosi per il 2030, 2040 e 2050. Certamente, ridurre i consumi mantenendo elevati standard di efficienza e produttività non sarà semplice, ma è questa la sfida del nostro tempo. E Alfa Laval è da sempre in prima linea su questi temi“.

Un settore grande come il mare

Oltre 2.000 delle più grandi navi mercantili del mondo sono oggi alimentate a LNG (gas naturale liquefatto), includendo le navi metaniere. Tuttavia, il futuro energetico del settore vedrà una crescente diversificazione delle fonti: metanolo, biofuel (FAME, HVO), energia elettrica, LNG e ammoniaca si contendono il ruolo di alternative al tradizionale diesel marittimo.

La sostenibilità va però interpretata anche nell’ottica dell’economia circolare, valutando l’intero ciclo di vita delle navi“, sottolinea Barla. “Intervenendo sulle manutenzioni programmate, attraverso impianti innovativi e soluzioni tecnologiche avanzate, è possibile ridurre significativamente costi, inefficienze e consumi” e con la linea di service IMS attiva h24 7/7 operante in tutte le zone del Mondo gli armatori possono sentirsi ovunque al sicuro.

Alfa Laval è già protagonista del processo di rigenerazione degli impianti di bordo della nave Alliance e di altre unità scientifiche e oceanografiche. La società è inoltre coinvolta nei lavori del cantiere della prossima NIOM, l’unità idro-oceanografica maggiore di Marina Militare al momento in cantiere. La nave, che porterà il nome di “Quirinale”, sarà il fiore all’occhiello della ricerca italiana, potendo contare su una strumentazione d’avanguardia e su specifiche tecniche uniche.

“Insieme ai tanti nostri sistemi innovativi, puntiamo anche sulle acquisizioni mirate di tecnologie già in espansione, per avere uno sguardo ampio e audace per le sfide del futuro. E siamo ottimisti, perché possiamo creare veramente ottime condizioni per coniugare la crescita delle economie alla salvaguardia dell’ambiente”. 

Leonardo Parigi

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Leonardo Parigi

Sono Laureato in Scienze Politiche Internazionali all’Università di Genova e di Pavia. Sono giornalista pubblicista, e collaboro con testate nazionali sui temi di logistica, trasporti, portualità e politica internazionale.

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